Altotevere, imprese e Regione a confronto su infrastrutture, competenze e ZES Unica
25/03/2026
L’Altotevere prova a rilanciare il proprio ruolo nel sistema economico umbro partendo da un confronto diretto tra istituzioni e mondo produttivo, con l’obiettivo di mettere a fuoco priorità, criticità e strumenti utili a rafforzare competitività e attrattività del territorio. L’incontro che si è svolto a Città di Castello, ospitato dalla Fondazione Cassa di Risparmio a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, ha riunito gli imprenditori delle Sezioni Alta Valle del Tevere e Grafica e Cartotecnica di Confindustria Umbria con la presidente della Regione Stefania Proietti, in un momento di confronto che ha toccato alcuni dei temi più sensibili per il futuro dell’area.
L’ampia partecipazione registrata attorno al Consiglio Direttivo congiunto presieduto da Claudio Bigi e Leonardo Bambini conferma quanto il passaggio non sia stato percepito come un appuntamento formale, ma come un’occasione concreta per discutere delle condizioni necessarie a sostenere la crescita di uno dei territori manifatturieri più significativi dell’Umbria. Insieme alla presidente della Regione sono intervenuti anche il vicesindaco di Città di Castello Giuseppe Bernicchi, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la consigliera regionale Letizia Michelini e il direttore generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli.
Un’area industriale solida che chiede politiche di accompagnamento
Al centro del confronto è emersa con chiarezza la consapevolezza che l’Altotevere rappresenta un’area strategica per l’economia regionale, grazie a un tessuto produttivo articolato e radicato, capace di esprimere filiere di eccellenza in comparti come il packaging, la grafica e cartotecnica e la meccanica agricola. Si tratta di una base industriale che continua a mostrarsi dinamica, aperta ai mercati e orientata all’innovazione, ma che per mantenere e rafforzare questa posizione ha bisogno di condizioni di contesto più favorevoli.
Le imprese hanno ribadito la necessità di essere sostenute nei processi di transizione digitale e energetico-ambientale, due fronti che oggi rappresentano insieme una sfida e un’opportunità. Investire in questi ambiti non significa soltanto aggiornare processi e tecnologie, ma ridefinire la capacità competitiva delle aziende in un mercato sempre più esigente, dove sostenibilità, efficienza e innovazione incidono direttamente sulla tenuta produttiva e sull’accesso alle filiere internazionali.
Infrastrutture e ZES Unica tra le leve per attrarre investimenti
Uno dei nodi più rilevanti affrontati durante l’incontro riguarda il tema delle infrastrutture di collegamento regionale, considerate decisive per sostenere in modo strutturale lo sviluppo del territorio. La richiesta che arriva dal sistema produttivo è quella di una rete più accessibile ed efficiente, capace di accompagnare la crescita delle imprese e di ridurre i limiti che ancora incidono sulla piena valorizzazione dell’Altotevere come piattaforma industriale competitiva.
In questo quadro ha trovato spazio anche una riflessione sulle opportunità offerte dalla ZES Unica, vista come uno strumento da sfruttare per aumentare l’attrattività dell’area e favorire nuovi investimenti produttivi. La possibilità di combinare semplificazione amministrativa, credito d’imposta e incentivi all’occupazione viene letta come una leva concreta per rafforzare il posizionamento del territorio e renderlo più interessante per chi intende investire, ampliare attività o sviluppare nuovi insediamenti industriali.
Il punto, per le imprese, è chiaro: per restare competitive non basta la capacità interna di innovare. Occorre che il territorio sia messo nelle condizioni di funzionare meglio, con collegamenti adeguati, tempi più rapidi, strumenti stabili e una regia pubblica capace di accompagnare le trasformazioni produttive senza rallentarle.
Competenze, scuola tecnica e difficoltà nel reperire personale
Accanto a infrastrutture e incentivi, il confronto ha dedicato ampio spazio al tema dello sviluppo delle competenze, oggi centrale per molti comparti produttivi. La questione è emersa in modo particolare per la Sezione Grafica e Cartotecnica, che da un lato continua a registrare una crescita dell’export, confermando la propria solidità sui mercati internazionali, ma dall’altro evidenzia crescenti difficoltà nel reperire personale specializzato.
È una criticità che riguarda l’intero sistema industriale e che impone un rafforzamento del rapporto tra imprese, formazione tecnica e ricerca. Proprio per questo durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza di intensificare le sinergie con il sistema formativo locale, in particolare con il Polo Tecnico Franchetti Salviani e con ITS Umbria Academy, nella convinzione che l’incontro tra domanda e offerta di lavoro non possa essere lasciato all’improvvisazione ma debba passare da percorsi costruiti in relazione diretta con i fabbisogni reali delle aziende.
La formazione, in questa prospettiva, non è un capitolo separato dallo sviluppo economico, ma una sua condizione essenziale. Dove mancano competenze adeguate, anche i comparti più dinamici rischiano di rallentare. Dove invece si consolida un rapporto stabile tra scuola tecnica, specializzazione post diploma e tessuto produttivo, diventa più credibile la possibilità di trattenere giovani, sostenere la crescita delle imprese e rafforzare la competitività complessiva del territorio.
Il dialogo tra imprese e istituzioni come metodo di lavoro
Nelle parole dei presidenti Claudio Bigi e Leonardo Bambini, l’incontro ha rappresentato un momento di confronto concreto e costruttivo sulle prospettive di sviluppo del territorio e dei suoi principali comparti produttivi. Il messaggio che arriva dalle imprese è netto: l’Altotevere si conferma un’area solida, dinamica, fortemente orientata all’innovazione e all’export, pronta a continuare a investire, ma bisognosa di politiche regionali capaci di accompagnare questi percorsi con continuità e visione.
La disponibilità al dialogo mostrata dalla Regione è stata accolta favorevolmente, così come la volontà condivisa di proseguire un lavoro in sinergia tra istituzioni e sistema produttivo. Anche il vicesindaco di Città di Castello, Giuseppe Bernicchi, ha sottolineato il valore di un confronto definito di grande significato e concretezza sul piano economico e sociale, capace di collocare il territorio tifernate e altotiberino al centro di progetti di sviluppo produttivo in diversi ambiti.
Il passaggio di Città di Castello restituisce dunque l’immagine di un territorio che non chiede misure astratte, ma strumenti operativi per consolidare una vocazione industriale già evidente. Infrastrutture più forti, competenze più vicine alle esigenze delle imprese, maggiore capacità di attrarre investimenti e un utilizzo efficace delle opportunità legate alla ZES Unica sono le direttrici indicate con maggiore chiarezza. Ed è attorno a queste priorità che si misurerà la possibilità dell’Altotevere di rafforzare il proprio peso nel sistema economico regionale e di continuare a crescere con una prospettiva stabile e concreta.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.