CCNL Laterizi e Manufatti Cementizi, a Bevagna la firma ufficiale che consolida il dialogo tra imprese e sindacati
08/04/2026
La firma ufficiale del CCNL Laterizi e Manufatti Cementizi, avvenuta il 7 aprile a Bevagna, segna un passaggio di rilievo per un comparto che rappresenta una parte importante della filiera delle costruzioni e dell’industria manifatturiera italiana. L’incontro si è svolto alle Cantine Briziarelli, in un contesto che ha assunto un valore anche simbolico: non soltanto la formalizzazione di un’intesa già siglata a Roma il 31 ottobre scorso, ma la conferma di un metodo di confronto che, in un settore spesso chiamato a misurarsi con costi energetici, trasformazioni produttive e tenuta occupazionale, mantiene un ruolo decisivo.
La giornata ha riunito i rappresentanti delle principali organizzazioni datoriali e sindacali coinvolte nel rinnovo, mettendo al centro un tema che va oltre l’aspetto formale del contratto: la qualità delle relazioni industriali costruite nel tempo e la capacità delle parti di arrivare a un equilibrio sostenibile tra esigenze delle imprese e tutela del lavoro.
Un rinnovo che rafforza un comparto strategico
Alla cerimonia hanno preso parte le delegazioni di Confindustria Ceramica Raggruppamento Laterizi, con il presidente della Commissione Sindacale Vincenzo Briziarelli e il direttore generale Armando Cafiero, e di Assobeton, rappresentata dal presidente del Comitato Permanente Relazioni Industriali Alberto Truzzi e dal direttore generale Antonio De Rosa. Sul fronte sindacale erano presenti il segretario generale di Filca CISL Ottavio De Luca, il segretario generale di Fillea CGIL Antonio Di Franco e il segretario nazionale di Feneal UIL Andrea Merli, insieme alle rispettive delegazioni.
Si tratta di una presenza ampia e significativa, che restituisce il peso del contratto all’interno del sistema industriale italiano. Il comparto dei laterizi e dei manufatti cementizi, infatti, è strettamente collegato all’andamento dell’edilizia, alla riqualificazione del patrimonio immobiliare e agli investimenti in infrastrutture. Per questo il rinnovo del contratto nazionale assume una funzione concreta: definire un quadro di regole aggiornato, capace di accompagnare aziende e lavoratori in una fase che richiede adattamento, competenze e stabilità.
Il valore di un contratto collettivo, in questo contesto, non si misura soltanto sul piano economico o normativo. Conta anche la sua capacità di offrire un riferimento chiaro a un settore che vive trasformazioni tecnologiche, pressioni sui margini produttivi e una crescente attenzione ai temi della sicurezza, dell’efficienza e della sostenibilità industriale.
Il ruolo delle relazioni industriali e il significato della firma a Bevagna
Alla firma ha partecipato anche il direttore generale di Confindustria Umbria, Simone Cascioli, che nel percorso di rinnovo ha svolto il ruolo di portavoce della delegazione datoriale. Presente inoltre Francesco Bellini, funzionario dell’Area Relazioni Industriali di Confindustria Umbria, tra i componenti della delegazione tecnica. La presenza dell’organizzazione territoriale umbra evidenzia quanto il lavoro di mediazione e costruzione del confronto sindacale si sviluppi anche attraverso competenze tecniche e rappresentanza locale, non soltanto nei tavoli nazionali.
La scelta di Bevagna come sede della firma definitiva aggiunge un elemento di lettura ulteriore. Portare la formalizzazione del contratto in un luogo legato alla storia imprenditoriale del territorio ha significato riportare l’attenzione sul legame tra industria, comunità e lavoro. In un settore manifatturiero come quello dei laterizi e dei manufatti cementizi, questo rapporto resta essenziale: le imprese non sono entità astratte, ma presidi produttivi che incidono sulla vita economica e occupazionale di intere aree del Paese.
Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: la firma del contratto rappresenta la conferma di un livello solido di relazioni industriali, costruito attraverso confronto, negoziazione e responsabilità reciproca. Un elemento che, nel panorama attuale, assume un peso specifico notevole. Dove il dialogo regge, anche la gestione delle fasi più complesse diventa più ordinata, meno conflittuale e più orientata a soluzioni concrete.
Per imprese e lavoratori del comparto, la firma di Bevagna non è dunque un atto simbolico da archiviare, ma il punto fermo di un equilibrio contrattuale che offre certezza, continuità e un terreno comune su cui affrontare le sfide industriali dei prossimi anni.
Articolo Precedente
PerugiAssisi, un cantiere permanente per la pace
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to