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Città della Pieve, il Museo Civico Diocesano si rinnova

13/04/2026

Città della Pieve, il Museo Civico Diocesano si rinnova

Un museo più sicuro, più accessibile e capace di parlare al pubblico con strumenti nuovi, senza perdere il rigore necessario alla tutela del patrimonio. A Città della Pieve prosegue il percorso di riqualificazione e riallestimento del Museo Civico Diocesano, un intervento che l’amministrazione comunale definisce strategico e che punta a rafforzare insieme conservazione, fruizione e valorizzazione delle collezioni custodite nella struttura.

Il progetto in corso non si limita a un aggiornamento tecnico degli spazi, ma ridisegna il museo come luogo più attrezzato ad affrontare le esigenze della contemporaneità. La priorità, in questa fase, è stata innanzitutto la protezione delle opere, affidata a nuovi sistemi di sicurezza che comprendono impianti di allarme e videosorveglianza di ultima generazione. A questi si affiancano un moderno sistema di climatizzazione e un filtro d’accesso, soluzioni pensate per garantire condizioni ambientali stabili e adeguate, indispensabili per la conservazione dei materiali più delicati e per la tutela nel tempo di un patrimonio di grande valore storico e artistico.

Più tutela per le opere e un museo pensato per essere accessibile

Uno degli aspetti più significativi dell’intervento riguarda il tema dell’inclusività, assunto come elemento strutturale del nuovo assetto museale. Il percorso di visita si arricchisce infatti con l’introduzione di pannelli in Braille dedicati alle opere del Perugino, uno strumento che amplia concretamente l’accessibilità del museo e consente anche al pubblico non vedente di avvicinarsi con maggiore autonomia e profondità ai capolavori esposti. È una scelta che non ha un valore soltanto funzionale, ma culturale: indica una precisa idea di museo, meno selettivo e più capace di accogliere pubblici differenti.

Interventi rilevanti riguardano anche la Sacrestia, finora penalizzata dall’assenza di un impianto di illuminazione adeguato. La realizzazione del nuovo sistema illuminotecnico consente adesso di preparare l’imminente apertura di questo spazio alla fruizione pubblica, restituendo ai visitatori un ambiente finora non pienamente valorizzato e ampliando l’esperienza complessiva del percorso espositivo.

Nuovi spazi, reperti archeologici e strumenti immersivi per leggere le opere

La riorganizzazione del museo coinvolge anche la distribuzione interna delle collezioni. La Quadreria è stata trasferita nella sala superiore, mentre il piano terra è stato interamente destinato alla sezione archeologica. Per quest’ultima è in corso la definizione della collocazione definitiva e del nuovo allestimento museografico, in attesa dell’autorizzazione ministeriale necessaria al rientro di ulteriori reperti già concessi in deposito dalla Soprintendenza. L’amministrazione comunale fa sapere di aver concluso l’iter richiesto e di aver adempiuto a tutte le prescrizioni previste, così da rendere possibile il completamento della sezione con nuovi materiali.

In questa fase è stato inoltre affidato anche un intervento di rispolveratura di alcuni materiali frammentari, segno di un’attenzione che non si concentra soltanto sugli aspetti più visibili del riallestimento, ma anche sulle operazioni meno appariscenti e tuttavia indispensabili alla corretta conservazione e presentazione delle opere.

Accanto alla dimensione conservativa, il progetto introduce una componente tecnologica che punta a rendere più coinvolgente la visita. Tra le innovazioni più rilevanti figurano la ricostruzione della Cappella della Stella del Perugino e l’adozione di un sistema di videomapping pensato per restituire visivamente l’integrità della “Deposizione dalla Croce”. Non si tratta di un semplice arricchimento spettacolare, ma di strumenti che aiutano il visitatore a comprendere meglio il contesto, la struttura e il valore dell’opera, rafforzando il dialogo tra conoscenza storica e linguaggi contemporanei.

L’assessore comunale alla cultura Luca Marchegiani ha sottolineato come questo intervento trasformi il Museo Civico Diocesano in un luogo vivo e accogliente, capace di coniugare tutela e innovazione e di dialogare in modo efficace con pubblici diversi. È proprio in questo equilibrio che si riconosce il senso più interessante del progetto: non un museo piegato alla tecnologia, né una struttura ferma in una conservazione passiva, ma uno spazio che prova a custodire meglio il proprio patrimonio mentre rinnova gli strumenti con cui lo racconta.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.