Monteluce, al via il progetto di restauro degli affreschi di Gerardo Dottori nella Cappella Salus Infirmorum
04/03/2026
All’interno dell’ex Policlinico di Monteluce esiste uno spazio che conserva una pagina significativa della storia artistica e sanitaria di Perugia. Si tratta della Cappella Salus Infirmorum, luogo di raccoglimento realizzato tra gli anni Trenta e Quaranta e impreziosito dal ciclo pittorico realizzato nel 1943 dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori. Proprio qui prenderà forma un intervento di restauro destinato a restituire piena leggibilità alle decorazioni murali che nel tempo hanno subito un progressivo deterioramento.
Il progetto è stato presentato nella sede di Confindustria Umbria durante un incontro promosso dalla Regione Umbria e da AIOP Umbria, l’Associazione Italiana Aziende Sanitarie e Socio-Sanitarie di Diritto Privato. L’iniziativa ha coinvolto imprese della sanità privata e strutture convenzionate con il sistema sanitario regionale, chiamate a sostenere economicamente l’intervento attraverso lo strumento dell’Art Bonus, il meccanismo fiscale che incentiva le erogazioni liberali per la tutela del patrimonio culturale.
Un capolavoro futurista legato alla storia della sanità umbra
La cappella nacque all’interno del progetto di ampliamento dell’ospedale di Monteluce, uno dei poli sanitari più importanti della città nel Novecento. L’edificio, a pianta centrale, fu progettato tra il 1936 e il 1943 dall’ingegnere Carlo Cucchia, vincitore del concorso pubblico bandito per l’intervento.
All’interno dello spazio sacro si sviluppa il ciclo pittorico realizzato da Gerardo Dottori, figura di rilievo dell’aeropittura futurista. Le sue decorazioni murali rappresentano un esempio singolare della sua produzione artistica: pur mantenendo una dimensione iconografica compatibile con un luogo di culto, l’artista introduce visioni dall’alto del paesaggio umbro, prospettive dinamiche e atmosfere luminose che richiamano la poetica futurista.
Il risultato è un dialogo tra spiritualità e modernità che conferisce alla cappella un valore culturale particolarmente significativo, rendendola un punto di incontro tra arte, storia urbana e memoria sanitaria della città.
Un restauro complesso per recuperare 240 metri quadrati di pitture
Il progetto di recupero interesserà circa 240 metri quadrati di superfici pittoriche. Le decorazioni presentano oggi diversi segni di deterioramento: cadute di colore, accumuli di polvere, perdita delle dorature originali e tracce di infiltrazioni d’acqua che nel tempo hanno alterato l’intensità cromatica delle pitture.
La cappella aveva già beneficiato di un intervento conservativo negli anni Novanta. Negli anni successivi sono stati eseguiti lavori edilizi per migliorare la protezione dell’edificio, tra cui il risanamento della parete esterna e l’impermeabilizzazione della cupola. Il nuovo progetto mira ora a intervenire direttamente sulla componente artistica.
Il restauro comprenderà una fase iniziale di indagini diagnostiche, necessarie per analizzare materiali e tecniche esecutive. Seguiranno la pulitura delle superfici, il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, la rimozione dei depositi e dei sali, la stuccatura delle lacune e la reintegrazione pittorica eseguita con tecnica ad acquerello. È previsto anche il recupero delle dorature presenti nella fascia luminosa della cupola, elemento decorativo che caratterizza l’impianto scenografico della cappella.
L’intervento sarà affidato a un’azienda specializzata nel restauro di beni culturali e avrà una durata stimata di circa cinque mesi.
Il ruolo dell’Art Bonus e la partecipazione delle imprese
Il restauro rappresenta anche una sperimentazione importante sul piano delle politiche culturali regionali. Per la prima volta la Regione Umbria utilizza lo strumento dell’Art Bonus nell’ambito del Testo Unico della Cultura e dell’impresa creativa, recentemente approvato dalla Giunta regionale.
Secondo il vicepresidente della Regione con delega alla cultura Tommaso Bori, il progetto segna l’avvio di una strategia che punta a coinvolgere imprese, fondazioni e cittadini nella tutela del patrimonio culturale. Il recupero degli affreschi di Dottori diventa così il primo tassello di un percorso più ampio basato sulla partecipazione e sul senso di appartenenza della comunità.
Anche il presidente di Aiop Umbria, Alberto Cucchia, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa. Il mondo della sanità privata, ha ricordato, intende contribuire alla salvaguardia di un luogo che rappresenta un capitolo importante della storia sanitaria regionale, restituendo alla città uno spazio in cui arte, memoria e spiritualità continuano a dialogare.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to