Origine dei prodotti alimentari, Monteleone di Spoleto chiede più chiarezza all’Europa
20/03/2026
Una presa di posizione che nasce da un territorio piccolo per dimensioni ma attento alle dinamiche che incidono sul valore delle produzioni locali. Il Consiglio comunale di Monteleone di Spoleto, nella seduta del 17 marzo, ha approvato un ordine del giorno che mira a sollecitare una revisione della normativa europea sull’origine doganale dei prodotti agroalimentari, con l’intento di rendere più trasparente l’informazione destinata ai consumatori e di rafforzare la tutela del Made in Italy.
Al centro della questione vi è l’attuale disciplina contenuta nel regolamento (UE) n. 952/2013, che individua l’origine di un prodotto nel Paese in cui avviene l’ultima trasformazione sostanziale. Un criterio che, pur rispondendo alle esigenze del commercio internazionale, nel settore alimentare apre margini interpretativi che rischiano di alterare la percezione reale della provenienza delle materie prime.
Il nodo normativo e le criticità per il Made in Italy
Secondo quanto evidenziato dall’assemblea comunale, l’applicazione di questo principio può determinare situazioni in cui prodotti trasformati in Italia, ma realizzati con ingredienti importati, vengano percepiti come pienamente italiani. Una dinamica che, pur rientrando nei limiti della legalità, rischia di indebolire la fiducia dei consumatori e di compromettere il valore distintivo delle filiere nazionali.
L’ordine del giorno approvato propone un cambio di prospettiva: escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione dell’articolo 60 del Codice doganale dell’Unione e adottare, come unico criterio per determinare l’origine, quello del luogo di provenienza delle materie prime, in linea con quanto previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011 in materia di informazione al consumatore.
Si tratta di una richiesta che punta a riallineare il sistema normativo alla specificità del comparto agroalimentare, dove il legame tra prodotto e territorio rappresenta un elemento identitario e competitivo.
Un’iniziativa istituzionale che guarda all’Europa
Il documento impegna il sindaco ad attivare un confronto con ANCI affinché la proposta venga portata nelle sedi europee, coinvolgendo anche i parlamentari del territorio e la Regione. L’obiettivo è costruire un percorso istituzionale capace di trasformare una sollecitazione locale in un tema di rilievo nazionale ed europeo.
Nelle parole del sindaco Marisa Angelini emerge una linea chiara: garantire trasparenza significa tutelare sia i consumatori sia i produttori che operano nel rispetto della qualità e della tracciabilità. L’origine di un alimento, in questa prospettiva, non può essere oggetto di interpretazioni ambigue.
La posizione assunta dal Comune si inserisce in una tradizione consolidata di attenzione verso le eccellenze agroalimentari. Da oltre un decennio, in occasione della Fiera di San Felice, l’amministrazione conferisce il “Premio Ambassador San Felice”, riconoscimento dedicato a realtà che rappresentano il valore del gusto italiano nel mondo.
Questa continuità rafforza il senso dell’iniziativa: non un intervento isolato, ma una scelta coerente con un percorso che punta a valorizzare autenticità, qualità e correttezza dell’informazione. In un contesto in cui le filiere produttive si intrecciano su scala globale, la chiarezza sull’origine diventa un elemento decisivo per mantenere credibilità e competitività.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to