Caricamento...

Perugia365 Logo Perugia365

Perugia, gli studenti protagonisti del progetto “Sono solo parole” contro stereotipi e violenza di genere

29/03/2026

Perugia, gli studenti protagonisti del progetto “Sono solo parole” contro stereotipi e violenza di genere

Un progetto scolastico che sceglie di partire dal linguaggio per affrontare un tema profondo come la violenza di genere, chiamando in causa la responsabilità individuale e collettiva di chi parla, ascolta, racconta. A Perugia, nella Sala del Consiglio provinciale, si è svolto l’evento finale di restituzione di “Sono solo parole”, percorso educativo promosso e organizzato dalla Provincia di Perugia e rivolto agli istituti secondari di secondo grado del territorio. Un titolo che suona quasi come una provocazione, perché proprio attorno alle parole, al loro peso e alla loro capacità di costruire o ferire, si è sviluppato il lavoro degli studenti coinvolti.

Da novembre a oggi, ragazze e ragazzi del Liceo Artistico “Bernardino di Betto”, dell’I.T.T.S. “A. Volta” di Perugia e dell’Istituto Omnicomprensivo “G. Mazzini” di Magione hanno lavorato su linguaggio, media e narrazioni di genere, arrivando a presentare elaborati diversi per forma e linguaggio espressivo, ma uniti da un’impostazione comune: mettere in discussione stereotipi radicati, riflettere sul valore dell’inclusione e contribuire a una cultura del rispetto. Il risultato è stato una restituzione concreta, fatta di video, testi, performance e capi di abbigliamento pensati per dare forma a un messaggio preciso.

Il linguaggio come punto di partenza per il cambiamento culturale

Nel salutare gli studenti, la consigliera della Provincia di Perugia con delega alle Pari Opportunità Francesca Pasquino ha indicato con chiarezza il cuore del progetto: la violenza inizia anche dal linguaggio. È un passaggio essenziale, perché sposta l’attenzione da una lettura emergenziale del fenomeno a una riflessione più profonda sui comportamenti quotidiani, sulle parole che normalizzano, minimizzano, escludono o umiliano. In questo senso, iniziative come “Sono solo parole” non si limitano a sensibilizzare, ma provano a intervenire su quel terreno culturale in cui prendono forma i rapporti tra persone e la percezione stessa della parità.

La stessa Pasquino ha ribadito come inclusione e parità siano temi centrali per la Provincia, sottolineando il valore del confronto con gli studenti in un impegno comune contro gli stereotipi. Un impegno che da oggi si arricchisce anche di un gesto simbolico: in ogni iniziativa dedicata alla parità di genere sarà presente una sedia vuota, a segnare l’adesione dell’Ente alla campagna di sensibilizzazione sociale “Posto occupato”, promossa dai Difensori civici italiani. Un simbolo semplice, ma diretto, che richiama l’assenza lasciata da chi è stata vittima di violenza.

Scuole, istituzioni e studenti insieme per una cultura del rispetto

Alla giornata ha preso parte anche Francesco Schettini, difensore civico della Regione Umbria, che ha invitato i giovani a non voltarsi dall’altra parte e a diffondere il significato della campagna. Il suo intervento ha rafforzato il senso pubblico dell’iniziativa: non un progetto confinato dentro le mura scolastiche, ma un’esperienza che chiede di uscire all’esterno, di circolare, di diventare consapevolezza diffusa.

Su questo piano si inseriscono anche le parole della Consigliera di Parità della Provincia di Perugia, Elena Bistocchi, che ha richiamato il ruolo del linguaggio come forma di costruzione, riconoscimento e rispetto, ricordando che le parole possono ferire e, in alcuni casi, arrivare a configurarsi come molestia. Il progetto, quindi, non si è limitato a una riflessione teorica, ma ha posto i ragazzi davanti a un nodo reale: la qualità del linguaggio contribuisce direttamente alla qualità delle relazioni e del vivere civile.

Le scuole hanno accolto il percorso con partecipazione ed entusiasmo. Le dirigenti scolastiche intervenute hanno evidenziato come il lavoro svolto abbia offerto l’occasione per far emergere sensibilità, stimolare riflessioni e rafforzare il ruolo educativo della scuola. Da questo punto di vista, “Sono solo parole” conferma quanto i percorsi più efficaci siano quelli capaci di intrecciare temi sociali, formazione critica e libertà espressiva.

Video, animazione e moda per raccontare il peso delle parole

Gli elaborati presentati restituiscono bene il carattere plurale del progetto. L’Istituto Volta ha scelto la forma del cortometraggio animato, utilizzando strumenti di media education per affrontare il tema della violenza, degli stereotipi e delle dinamiche di esclusione. Il Mazzini di Magione ha puntato anch’esso sul linguaggio video, affidando il racconto alle studentesse coinvolte nel lavoro. Il Liceo Artistico, invece, ha sviluppato una proposta diversa ma altrettanto incisiva, realizzando capi di vestiario pensati attorno al tema del linguaggio di genere.

La varietà dei linguaggi scelti mostra un elemento rilevante: quando si lavora con gli studenti su questioni complesse, lasciare spazio a forme espressive differenti permette di far emergere livelli diversi di consapevolezza e partecipazione. Non c’è soltanto il contenuto da trasmettere, ma anche il modo in cui ciascuno può trovare una voce per dirlo.

Il progetto promosso dalla Provincia di Perugia lascia così un segno che va oltre la giornata finale. Ha messo al centro il linguaggio come terreno decisivo nella prevenzione della violenza di genere, ha coinvolto le scuole in un percorso concreto e ha dato ai giovani l’occasione di diventare parte attiva di un discorso pubblico spesso raccontato solo dagli adulti. In una stagione in cui le parole vengono consumate con facilità, imparare a pesarle, a riconoscerne l’effetto e a usarle con responsabilità resta uno dei compiti educativi più seri. Ed è proprio da qui che può cominciare un cambiamento vero.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to