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PerugiAssisi, un cantiere permanente per la pace

08/04/2026

PerugiAssisi, un cantiere permanente per la pace
Foto da: Foto di Artem Podrez: https://www.pexels.com/it-it/foto/uccello-mano-animale-becco-7048694/

Un’iniziativa che punta a trasformare un simbolo storico in un’infrastruttura culturale stabile, capace di incidere nel tessuto sociale e istituzionale del territorio. È questa la direzione intrapresa dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura, che giovedì 9 aprile alle ore 11, nella sede della Provincia di Perugia, presenterà le attività dedicate alla promozione della pace nell’ambito del progetto “PerugiAssisi Cantiere di pace e sviluppo sostenibile”.

L’iniziativa nasce con un’impostazione precisa: superare la dimensione episodica della storica marcia Perugia-Assisi e costruire un percorso continuativo, radicato nei territori e nelle comunità locali. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Perugia e condiviso con la Provincia e i Comuni di Perugia, Bastia Umbra e Assisi, si configura come un laboratorio territoriale che intreccia cultura, educazione civica e politiche pubbliche.

Dal simbolo alla pratica: il “Cammino di Pace” come infrastruttura culturale

Al centro della proposta c’è l’idea di trasformare il tracciato della PerugiAssisi in un “Cammino di Pace”, percorribile quotidianamente. Non si tratta soltanto di una valorizzazione turistica o paesaggistica, ma di una scelta che mira a dare continuità concreta ai valori che da decenni animano la marcia: nonviolenza, solidarietà, responsabilità collettiva.

Il riferimento agli insegnamenti di San Francesco d’Assisi e di Aldo Capitini definisce con chiarezza l’orizzonte culturale del progetto. Da un lato, la dimensione spirituale e universale del messaggio francescano; dall’altro, la tradizione laica della nonviolenza attiva, che proprio in Umbria ha trovato una delle sue espressioni più significative. Il risultato è una visione che tiene insieme memoria storica e progettualità contemporanea.

In questo quadro si inserisce anche il richiamo all’Agenda 2030 e al Patto per il Futuro delle Nazioni Unite, che collocano il progetto in una prospettiva internazionale. La pace viene così interpretata non come principio astratto, ma come processo operativo che attraversa sviluppo sostenibile, inclusione sociale e governance territoriale.

Una rete istituzionale per costruire politiche di pace

La presentazione del 9 aprile rappresenta un momento di confronto tra amministratori e istituzioni locali, chiamati a tradurre l’impianto progettuale in azioni concrete. Interverranno Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia; Valter Stoppini, sindaco di Assisi; Erigo Pecci, sindaco di Bastia Umbra; Lucia Maddoli, consigliera con delega alla pace del Comune di Perugia; ed Elisa Zocchetti, assessora alla pace del Comune di Bastia Umbra.

La composizione del tavolo evidenzia una volontà condivisa: costruire una governance multilivello capace di sostenere nel tempo il “cantiere” della pace. Non si tratta, quindi, di un progetto calato dall’alto, ma di un processo che richiede il coinvolgimento diretto degli enti locali, delle comunità e delle realtà associative.

Il concetto stesso di “cantiere” suggerisce un lavoro in progress, aperto e adattivo. Un dispositivo che non si limita a produrre eventi, ma punta a generare pratiche, relazioni e strumenti operativi. In questa prospettiva, il territorio umbro diventa uno spazio di sperimentazione in cui la cultura della pace può essere costruita giorno dopo giorno, attraverso politiche pubbliche coerenti e partecipazione civica.

L’appuntamento di Perugia segna dunque l’avvio di una fase operativa. La sfida sarà quella di mantenere coerenza tra visione e attuazione, trasformando un patrimonio simbolico consolidato in una leva concreta di sviluppo sostenibile e coesione sociale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.