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PFAS nelle acque potabili: in Umbria valori sotto i limiti di legge secondo il primo report regionale

05/03/2026

PFAS nelle acque potabili: in Umbria valori sotto i limiti di legge secondo il primo report regionale

Un sistema di controllo capillare, fondato sulla collaborazione tra istituzioni sanitarie, organismi tecnici e gestori del servizio idrico, ha permesso alla Regione Umbria di presentare il primo report relativo alla fase iniziale di screening sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque destinate al consumo umano. I risultati, illustrati nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, indicano che i livelli rilevati sul territorio regionale risultano ampiamente al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente.

L’attività si inserisce nel quadro del Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Umbria insieme alle Aziende Usl Umbria 1 e 2, Arpa Umbria, Auri e ai gestori del servizio idrico Umbra Acque, SII e VUS. L’obiettivo è costruire un sistema di sorveglianza strutturato e continuo sulla qualità delle risorse idriche, con particolare attenzione a composti chimici che negli ultimi anni hanno attirato crescente attenzione a livello europeo e internazionale per i possibili effetti sulla salute.

Un monitoraggio esteso su tutta la rete idrica regionale

La prima fase di screening si è svolta nel trimestre compreso tra ottobre e dicembre 2025 e ha previsto una campagna di campionamento su scala regionale. In totale sono stati effettuati 385 controlli, distribuiti lungo tutta la filiera dell’acqua potabile.

Una parte delle verifiche è stata condotta dalle Aziende Usl attraverso i laboratori di Arpa Umbria, con 72 controlli esterni concentrati direttamente nei punti di erogazione della rete idrica, ovvero nei luoghi in cui l’acqua arriva ai cittadini. Parallelamente, i gestori del servizio idrico hanno realizzato 313 controlli interni, analizzando i diversi passaggi del sistema di approvvigionamento: dalle captazioni delle sorgenti ai serbatoi di accumulo fino alle infrastrutture di distribuzione.

Questo doppio livello di monitoraggio consente di osservare l’intero ciclo dell’acqua potabile, individuando eventuali criticità lungo il percorso e garantendo un sistema di verifica incrociata tra soggetti istituzionali e operatori del servizio.

Risultati conformi ai parametri previsti dalla normativa

L’elaborazione dei dati raccolti ha evidenziato un quadro rassicurante. Tutti i campioni analizzati nei punti di distribuzione sono risultati conformi ai limiti stabiliti dal decreto legislativo 18/2023, che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano.

I valori rilevati risultano infatti nettamente inferiori ai parametri fissati dalla normativa: per la Somma di Pfas, il limite è stabilito a 0,10 microgrammi per litro, mentre per la Somma dei quattro principali Pfas monitorati il valore massimo consentito è 0,02 microgrammi per litro. I dati raccolti durante lo screening regionale si collocano ampiamente sotto queste soglie.

Nel corso della presentazione è intervenuto anche il direttore generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli, che ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto dall’Agenzia nelle attività di analisi e monitoraggio. Secondo Morelli, l’Umbria ha dimostrato la capacità di attivare un sistema di sorveglianza in tempi rapidi rispetto agli adempimenti previsti dalla normativa nazionale.

L’esperienza maturata durante questa prima fase di screening ha inoltre confermato il livello tecnologico dei laboratori dell’Agenzia e la preparazione delle professionalità coinvolte, elementi che consentiranno di proseguire il monitoraggio con strumenti analitici avanzati.

Un sistema di sorveglianza destinato a proseguire nel tempo

L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo nella strategia regionale di tutela della qualità dell’acqua potabile. Anticipando le scadenze normative, il sistema sanitario e ambientale umbro ha potuto costruire una prima base di dati utile per orientare le attività di controllo nei prossimi anni.

Il monitoraggio proseguirà nei mesi successivi con ulteriori campagne di campionamento, con l’obiettivo di consolidare il quadro conoscitivo sulla presenza di Pfas nelle risorse idriche regionali. La continuità delle verifiche consentirà di mantenere elevato il livello di attenzione su una tematica che riguarda direttamente la salute pubblica e la protezione dell’ambiente.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.