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San Gemini, studenti e istituzioni insieme per la Giornata della memoria delle vittime di mafia

25/03/2026

San Gemini, studenti e istituzioni insieme per la Giornata della memoria delle vittime di mafia

San Gemini ha ospitato una giornata dal forte valore civile e simbolico, capace di unire istituzioni, scuola e territorio attorno a una memoria che non può ridursi a semplice commemorazione. In occasione della 31esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, l’iniziativa dal titolo “Fame di giustizia e di verità” ha portato in piazza amministratori, dirigenti scolastici, insegnanti, forze dell’ordine, associazioni e soprattutto ragazze e ragazzi, chiamati a trasformare il ricordo in una presa di posizione pubblica e consapevole.

La manifestazione, promossa dal Presidio Libera “Giuseppe Fava” di Acquasparta, ha visto la partecipazione del sindaco di San Gemini Luciano Clementella, del sindaco di Acquasparta Giovanni Montani e di quello di Montecastrilli Riccardo Aquilini, in un contesto che ha voluto sottolineare il valore di una presenza istituzionale condivisa. Non un gesto formale, ma il segno di una responsabilità comune davanti a un tema che continua a interrogare la coscienza collettiva e il rapporto tra cittadini, legalità e democrazia.

Le scuole protagoniste della giornata in piazza San Francesco

Il cuore dell’iniziativa si è sviluppato in piazza San Francesco, dove i veri protagonisti sono stati gli studenti dell’Istituto comprensivo Acquasparta-San Gemini e degli istituti di Montecastrilli e Avigliano Umbro. A loro è stato affidato il compito più importante: dare voce alla memoria attraverso la lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia, i flash mob, i testi letti e narrati, i cartelloni e gli striscioni preparati per l’occasione.

È proprio in momenti come questi che la memoria smette di essere un esercizio rituale e torna a diventare esperienza viva. Il coinvolgimento diretto delle scuole restituisce infatti un significato profondo a giornate di questo tipo, perché affida alle nuove generazioni non soltanto il compito di ricordare, ma anche quello di comprendere, interrogarsi, prendere parola. In piazza, quel lavoro si è tradotto in una partecipazione concreta, visibile, capace di rendere il ricordo delle vittime un fatto pubblico e condiviso.

Un’aula all’aperto intitolata a Nadia Nencioni

Tra i momenti più significativi della giornata c’è stata anche la cerimonia di intitolazione di un’aula didattica all’aperto, presso il parco Violati, alla piccola Nadia Nencioni, vittima innocente di mafia. Si è trattato di un gesto dal forte impatto simbolico, perché lega la memoria a uno spazio educativo, affidando al luogo stesso il compito di custodire e trasmettere una storia che non deve essere dimenticata.

Intitolare uno spazio di apprendimento a una vittima innocente significa infatti inserire il ricordo nella quotidianità della formazione, rendendolo parte di un orizzonte culturale e civile che accompagna i più giovani nel loro percorso di crescita. Non un omaggio astratto, ma una scelta che invita ogni giorno a collegare il sapere alla responsabilità, la conoscenza alla coscienza, l’educazione alla costruzione di una cittadinanza più vigile e partecipe.

Il messaggio dei sindaci contro silenzio e indifferenza

Nel corso della manifestazione, il sindaco di San Gemini Luciano Clementella ha richiamato con forza il ruolo decisivo dell’educazione e della partecipazione attiva, affermando che “la mafia prospera nell’ignoranza e nella passività” e rivolgendosi direttamente ai ragazzi con un invito netto: spezzare questo ciclo, diventare portatori di giustizia, legalità e rispetto, senza avere paura di alzare la voce contro l’ingiustizia.

Insieme ai sindaci Montani e Aquilini, Clementella ha poi ribadito una convinzione condivisa: la coscienza civica, il senso di comunità, la responsabilità collettiva e il desiderio del bene crescono anche attraverso occasioni come questa, capaci di contrastare il silenzio, l’indifferenza e l’ignoranza di cui ogni forma di mafia continua ad alimentarsi. È un messaggio che restituisce bene il senso dell’iniziativa di San Gemini: non limitarsi a ricordare le vittime, ma trasformare quella memoria in un esercizio attivo di cittadinanza.

La giornata si è così confermata come un momento di forte partecipazione pubblica, in cui la presenza congiunta di scuole, istituzioni e realtà associative ha dato forma a una comunità capace di riconoscersi attorno a valori chiari. In un tempo in cui il rischio dell’assuefazione è sempre presente, vedere i più giovani occupare lo spazio pubblico con parole, segni e gesti dedicati alla giustizia rappresenta un segnale importante. Perché la memoria, quando riesce a farsi impegno, smette di guardare soltanto al passato e diventa uno strumento concreto per orientare il futuro.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.