Screening mammografico, l’Umbria accelera con l’intelligenza artificiale su scala regionale
24/03/2026
L’intelligenza artificiale entra con maggiore decisione nei percorsi di prevenzione oncologica e l’Umbria si colloca in una posizione di rilievo nel panorama nazionale. Da febbraio 2026, infatti, la regione è diventata la seconda in Italia dopo il Veneto ad applicare l’AI allo screening mammografico su scala regionale, scelta che rappresenta un passaggio importante non soltanto sul piano tecnologico, ma anche sotto il profilo organizzativo e sanitario. Il tema è emerso nel corso del convegno “AI & Cybersecurity in Sanità – Orizzonti strategici e impatti verticali”, promosso da Confassociazioni insieme alla Società italiana intelligenza artificiale in medicina e ospitato nei giorni scorsi a Palazzo Madama, sede del Senato, a Roma.
Tra i relatori dell’incontro è intervenuto anche Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1, che ha illustrato l’esperienza maturata dall’azienda sanitaria nell’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto della lettura degli esami mammografici. I dati presentati riguardano il periodo compreso tra maggio e dicembre 2025 e descrivono una sperimentazione già sufficientemente ampia da consentire valutazioni significative. Per tutte le donne esaminate è stata comunque mantenuta la doppia lettura umana, con eventuale supporto dell’intelligenza artificiale successivamente alla lettura, a conferma di un approccio prudente e integrato, nel quale la tecnologia non sostituisce il medico ma si inserisce come supporto al processo diagnostico.
Più casi individuati e tempi di refertazione ridotti
I numeri illustrati dall’Usl Umbria 1 offrono un primo quadro concreto degli effetti prodotti da questo modello. A parità di donne esaminate, circa 16.000, è aumentata la capacità di individuazione dei casi positivi, passati da 4,7 a 5,5 ogni mille esami. Si tratta di un dato che segnala un miglioramento nella detection e che, in un ambito delicato come quello dello screening mammografico, assume un valore rilevante perché può incidere sulla tempestività con cui si intercettano situazioni meritevoli di approfondimento.
Accanto a questo elemento, emerge anche un miglioramento nei tempi di risposta. Il tempo medio di refertazione, che nel 2024 si attestava attorno ai 25 giorni, dunque oltre lo standard indicato di 21 giorni, è sceso nel 2025 a 18 giorni. Il risultato appare ancora più significativo se si considera che è stato ottenuto in presenza di un organico ridotto di un radiologo in meno rispetto all’anno precedente. L’apporto dell’intelligenza artificiale ha inoltre consentito di aumentare i richiami di secondo livello, saliti da 644 a 786, segnalando una maggiore capacità del sistema di evidenziare i casi che necessitano di ulteriori verifiche diagnostiche.
Un modello che si estende a tutta la regione
L’esperienza avviata dall’Usl Umbria 1 non rimane confinata a una singola realtà aziendale, ma si inserisce in una strategia regionale più ampia. Il percorso è infatti in fase di estensione anche all’Usl Umbria 2, passaggio che porta l’Umbria a consolidare il proprio ruolo come seconda regione italiana ad adottare l’intelligenza artificiale nello screening mammografico su base regionale. È un dato politico e amministrativo, oltre che sanitario, perché indica la volontà di trasformare una sperimentazione avanzata in un modello organizzativo più stabile e diffuso.
Secondo Ciotti, la questione centrale non è introdurre innovazione in modo astratto, ma governarla in modo da metterla al servizio della qualità clinica, dell’organizzazione e della prevenzione. In questa chiave, l’intelligenza artificiale viene descritta come uno strumento capace di rafforzare il lavoro dei professionisti, migliorando la capacità del sistema sanitario di offrire risposte più efficaci ai cittadini senza alterare la centralità del giudizio medico.
Nella stessa direzione si collocano anche le parole della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che sottolinea come l’uso dell’intelligenza artificiale in sanità apra scenari importanti, ma richieda un impianto metodologico solido e una regia istituzionale attenta. Proprio con questa impostazione la Regione ha istituito il Centro regionale per l’intelligenza artificiale in ambito sanitario, un gruppo di lavoro multidisciplinare pensato per favorire un’adozione omogenea e sistemica della tecnologia, evitando applicazioni isolate o occasionali.
Il caso umbro mostra dunque come l’innovazione digitale, quando viene inserita dentro un percorso clinico sorvegliato e accompagnata da obiettivi misurabili, possa offrire risultati tangibili. Nel campo dello screening mammografico, dove contano accuratezza, tempestività e capacità organizzativa, l’intelligenza artificiale si sta configurando come un alleato operativo che può contribuire a rendere i percorsi di prevenzione più efficienti e più aderenti ai bisogni reali del sistema sanitario.