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Umbria Aerospace Cluster, capitale umano e sostenibilità al centro dell’assemblea annuale

26/03/2026

Umbria Aerospace Cluster, capitale umano e sostenibilità al centro dell’assemblea annuale

L’aerospazio umbro prova a misurare il proprio futuro partendo dai nodi che oggi contano davvero: la capacità di restare competitivo in una filiera globale, la necessità di accelerare sui processi di sostenibilità, il peso crescente delle materie prime strategiche e, soprattutto, la disponibilità di competenze adeguate a sostenere una crescita che chiede qualità, rapidità produttiva e visione industriale. Sono questi i temi che hanno attraversato l’assemblea annuale di Umbria Aerospace Cluster, ospitata nella sede di Confindustria Umbria a Perugia, in un confronto che ha messo insieme imprese, istituzioni e partner del sistema economico regionale.

Il profilo del Cluster restituisce da solo la dimensione del comparto: 49 aziende, un miliardo di euro di fatturato e 5 mila dipendenti. Numeri che spiegano perché la filiera venga considerata una delle espressioni più avanzate del sistema produttivo umbro e perché la riflessione sulle sue prospettive non possa essere limitata a una logica settoriale. L’aerospazio, per il territorio, è industria ad alta specializzazione, ma anche leva di innovazione trasversale, capace di generare ricadute che vanno oltre i confini del comparto e toccano logistica, salute, trasporti e persino agrifood.

Le sfide del cluster tra competitività, sostenibilità e materie prime

Nel suo intervento, il presidente di Umbria Aerospace Cluster Daniele Tonti ha richiamato il ruolo strategico del comparto, definendolo una componente essenziale dell’eccellenza manifatturiera italiana e una risorsa determinante per ricerca, innovazione, sicurezza nazionale e sviluppo economico. La sua lettura del momento mette in fila questioni molto concrete: reperire competenze qualificate, rafforzare la disponibilità di materie prime strategiche, accrescere la capacità produttiva in tempi rapidi e accompagnare questa evoluzione con una struttura industriale più resiliente.

Il passaggio più netto riguarda però il capitale umano, indicato come la vera leva strategica su cui si giocherà la tenuta futura del settore. Per Tonti, la sfida non consiste soltanto nell’attrarre professionalità tecniche, ma nel creare un ecosistema in grado di valorizzarle e trattenerle. Il tema, dunque, non è solo occupazionale: riguarda la qualità del territorio, la capacità delle imprese di offrire percorsi professionali credibili e il rafforzamento di condizioni finanziarie e istituzionali che rendano più solida la crescita del sistema produttivo.

La Regione punta sulle tecnologie strategiche e sugli investimenti di filiera

All’assemblea ha partecipato anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, che ha ribadito come la filiera aerospaziale rappresenti per l’Umbria una delle punte più avanzate del proprio apparato produttivo. Le aziende del cluster, ha osservato, hanno costruito nel tempo un posizionamento credibile all’interno di catene internazionali molto selettive, ma la nuova fase impone di affrontare in modo integrato tre dimensioni decisive: sostenibilità, capitale umano e investimenti tecnologici.

Su questo piano, l’assessore ha annunciato l’intenzione della Regione di rafforzare una politica industriale orientata alle tecnologie strategiche, con l’attivazione nei prossimi mesi di bandi dedicati alle tecnologie critiche, al sostegno degli investimenti di filiera e ai processi di riconversione produttiva. La direzione indicata è chiara: consolidare nel tempo il posizionamento dell’Umbria nelle filiere aerospaziali più avanzate, accompagnando le imprese in un passaggio che richiede risorse, pianificazione e una forte capacità di visione.

Lo studio Randstad evidenzia il nodo generazionale e la difficoltà di trattenere i talenti

Il momento centrale dell’incontro è stato rappresentato dalla presentazione dello studio sui fabbisogni professionali e sulle strategie per il talento, realizzato grazie alla collaborazione con Randstad Aerospace, divisione specializzata di Randstad Italia. L’analisi fotografa un comparto che si confronta con una doppia tensione: da una parte la difficoltà a trovare figure specializzate, dall’altra la necessità di trattenere le professionalità in un contesto competitivo sempre più acceso.

I dati emersi delineano una struttura demografica sbilanciata, con circa il 30 per cento degli occupati over 50 e appena il 15 per cento under 30. Una forbice che racconta insieme il valore dell’esperienza accumulata e la fragilità del ricambio generazionale. A questo si aggiunge un disallineamento tra domanda e offerta di competenze che si manifesta sia sul piano quantitativo, con un numero insufficiente di candidati, sia su quello qualitativo, con profili non sempre coerenti con le esigenze tecniche delle imprese.

Secondo quanto evidenziato da Francesco Di Marco, Unit Manager di Randstad, il settore deve compiere un salto di qualità, passando da una logica centrata sulla semplice ricerca di personale a una strategia integrata di attraction e retention. Ciò significa offrire soprattutto ai giovani percorsi professionali solidi, investire in formazione continua, stringere il rapporto tra imprese e sistema educativo e rafforzare una transizione scuola-lavoro più fluida, valorizzando anche il sistema duale come strumento capace di unire apprendimento sul campo ed eccellenza tecnologica.

Supply chain sostenibile e nuovo accordo con BNL BNP Paribas

Nel corso dell’assemblea è stato affrontato anche il tema della supply chain sostenibile, con un focus dedicato alla strategia di Leonardo, principale polo industriale italiano attivo nei settori dell’aerospazio, difesa e sicurezza. L’intervento di Flavia Liguori, Sustainable Supply Chain del Gruppo, ha richiamato l’importanza di una collaborazione sempre più stretta con i cluster del settore, considerata essenziale per rafforzare resilienza e competitività dell’intera filiera.

Su un piano complementare si colloca l’accordo presentato tra Umbria Aerospace Cluster e BNL BNP Paribas, costruito per sostenere il rafforzamento del sistema imprenditoriale sotto il profilo della sostenibilità e della solidità finanziaria. L’intesa prevede consulenza specialistica, strumenti dedicati ai percorsi di transizione energetica e sviluppo ESG, oltre a condizioni agevolate per facilitare l’accesso al credito da parte delle aziende del cluster. È un passaggio che mostra con chiarezza come la competitività industriale, oggi, non dipenda soltanto dalla qualità del prodotto o dalla capacità tecnica, ma anche dalla tenuta finanziaria e dalla possibilità di accompagnare gli investimenti con strumenti adeguati.

Il cluster come piattaforma di sviluppo per l’aerospazio umbro

L’assemblea ha confermato infine il ruolo di Umbria Aerospace Cluster, coordinato da Confindustria Umbria, come piattaforma stabile di collaborazione tra imprese, istituzioni e partner strategici. È in questo spazio di relazione che si gioca una parte rilevante della sfida regionale: consolidare la presenza dell’Umbria nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa, rafforzando al tempo stesso la capacità del territorio di generare innovazione, occupazione qualificata e sviluppo industriale duraturo.

Il punto emerso a Perugia è piuttosto netto. La filiera aerospaziale umbra dispone di competenze, dimensione industriale e reputazione per restare dentro le traiettorie più avanzate del settore, ma la prossima fase richiederà una maggiore capacità di coordinare formazione, investimenti, sostenibilità e finanza. Il capitale umano, più di ogni altra variabile, resta il terreno su cui si misurerà la qualità di questa ambizione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.