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Umbria, primo via libera al Garante regionale dei diritti delle persone anziane

31/03/2026

Umbria, primo via libera al Garante regionale dei diritti delle persone anziane

Un nuovo tassello nelle politiche regionali dedicate alla tutela delle fasce più fragili della popolazione. La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato nella seduta di ieri la proposta di legge che istituisce il Garante regionale dei diritti delle persone anziane, figura pensata per rafforzare gli strumenti di ascolto, vigilanza e promozione dei diritti in una fase della vita che, anche alla luce dei mutamenti demografici, chiede oggi risposte più strutturate e continuative.

Il testo, firmato dalla consigliera Bianca Maria Tagliaferri, ha ottenuto il via libera con cinque voti favorevoli della maggioranza e tre astensioni dell’opposizione. Relatrice in Aula sarà Maria Grazia Proietti. Prima del voto finale sono stati approvati anche nove emendamenti presentati dalla proponente, elaborati tenendo conto delle osservazioni tecniche contenute nelle istruttorie predisposte dagli uffici di Palazzo Cesaroni nelle sedute precedenti.

Una figura di garanzia per tutela, ascolto e orientamento

L’istituzione del Garante punta a dare alla Regione uno strumento più definito per accompagnare l’invecchiamento della popolazione con misure che non si limitino all’assistenza, ma che mettano al centro dignità, autonomia e piena partecipazione sociale. Nelle intenzioni del provvedimento, il nuovo organismo dovrà promuovere e tutelare i diritti fondamentali delle persone anziane, vigilando sull’applicazione delle norme regionali e nazionali e sul rispetto degli standard qualitativi dei servizi loro destinati.

Il profilo delineato dalla proposta di legge è ampio e tiene insieme più funzioni. Da una parte il Garante dovrà rappresentare un punto di riferimento concreto per anziani, familiari e associazioni, offrendo supporto, orientamento e capacità di interlocuzione con le istituzioni. Dall’altra sarà chiamato a svolgere un ruolo di impulso, formulando raccomandazioni e proposte agli organi regionali competenti per migliorare politiche e interventi destinati alla terza età.

Nel testo trovano spazio anche obiettivi molto netti sul piano della prevenzione: contrastare ogni forma di abuso, violenza fisica o psicologica, discriminazione economica e sociale. Una funzione che assume un peso particolare in una fase storica in cui la fragilità può tradursi, con maggiore frequenza, in isolamento, dipendenza e minore accesso ai diritti. In questo quadro, il Garante viene immaginato come una figura capace di tenere insieme tutela individuale e visione pubblica, intervenendo non solo sui casi critici, ma anche sul terreno della sensibilizzazione culturale.

L’Umbria alle prese con una popolazione sempre più anziana

Il provvedimento nasce dentro un quadro demografico che rende il tema tutto fuorché secondario. Secondo le stime Istat richiamate nella relazione di accompagnamento, a gennaio 2025 in Umbria la popolazione con più di 65 anni rappresentava il 27,3 per cento del totale, con un incremento dello 0,9 per cento rispetto all’anno precedente. Un dato che colloca la regione al quinto posto in Italia tra quelle con la quota più alta di anziani.

Ancora più eloquente è l’indice di vecchiaia pari al 246,6 per cento, valore che equivale a quasi 25 anziani ogni 10 bambini. Numeri di questo tipo non raccontano soltanto una trasformazione statistica, ma impongono un ripensamento delle politiche pubbliche, dei servizi e dello stesso modo in cui le istituzioni leggono il rapporto tra età, diritti e partecipazione sociale. La proposta di legge si inserisce precisamente in questo spazio, provando a dare una risposta istituzionale stabile a una trasformazione già in atto.

Un passaggio politico che rafforza il welfare regionale

Nella relazione che accompagna il testo, la proposta viene definita un contributo importante al rafforzamento delle politiche di welfare regionale e alla costruzione di una società più equa e inclusiva. Il principio richiamato è quello del riconoscimento del valore intrinseco di ogni persona, a prescindere dall’età, come elemento che misura il livello di civiltà di una comunità e la qualità delle sue istituzioni.

Il primo via libera in commissione non esaurisce naturalmente l’iter legislativo, ma segna un passaggio politico rilevante. La futura discussione in Aula dirà se attorno a questa proposta si consoliderà una convergenza più ampia. Intanto, il voto di ieri consegna un messaggio chiaro: la questione dell’invecchiamento, in Umbria, non viene più letta soltanto come materia sanitaria o assistenziale, ma come tema pienamente politico, sociale e civile, sul quale la Regione intende provare a costruire una risposta più organica.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.