Comuni montani, Presciutti alla Camera: aree interne volano per il Paese
30/04/2026
Il presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, è intervenuto ieri pomeriggio a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei deputati, alla conferenza “Il danno della declassificazione dei Comuni montani. I sindaci al Parlamento, testimonianze e proposte”. Al centro dell’iniziativa, le conseguenze della nuova classificazione dei Comuni montani e il rischio che interi territori perdano risorse, servizi e strumenti di tutela.
La richiesta dei sindaci dopo la nuova classificazione
L’incontro ha riunito parlamentari, amministratori locali e associazioni con l’obiettivo di portare all’attenzione del Parlamento gli effetti concreti della recente riforma del Governo. Dietro criteri tecnici come parametri altimetrici e indici di pendenza, secondo i sindaci intervenuti, si nasconde una questione molto concreta: la possibilità che numerosi Comuni vengano esclusi da misure essenziali per sostenere la vita quotidiana delle comunità.
Presciutti ha richiamato il peso numerico e politico delle aree interne, ricordando che 13 milioni di italiani vivono in questi territori e che più della metà dei Comuni italiani insiste proprio su aree interne o montane. Il presidente della Provincia di Perugia ha respinto una lettura assistenziale della questione, sottolineando che gli amministratori non chiedono privilegi, ma condizioni adeguate per valorizzare un patrimonio territoriale, sociale ed economico già esistente.
Scuole, servizi e imprese tra le criticità segnalate
Durante la conferenza stampa è stato evidenziato come la perdita dello status di Comune montano non rappresenti un semplice cambio di classificazione amministrativa. Per molti territori può significare meno risorse, minori incentivi per imprese e giovani, maggiori difficoltà nel sostenere la residenzialità e un indebolimento dei servizi pubblici essenziali.
Una delle preoccupazioni principali riguarda la scuola. La perdita delle deroghe previste per le aree montane potrebbe favorire accorpamenti e chiusure, con effetti immediati sulle famiglie e sulla tenuta delle comunità locali. In territori già segnati da distanze, fragilità demografiche e collegamenti non sempre adeguati, la riduzione dei presìdi scolastici rischia di accelerare lo spopolamento e rendere meno attrattiva la permanenza nei piccoli Comuni.
Presciutti: servono politiche e servizi di base adeguati
Nel suo intervento, Presciutti ha definito le aree interne un possibile volano di sviluppo per il Paese, a condizione che siano messe nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale. Il presidente ha richiamato la necessità di politiche capaci di garantire scuole attrattive, servizi sociosanitari efficienti e trasporti adeguati, perché le riforme dovrebbero migliorare la vita dei cittadini e non aumentare le difficoltà di chi vive lontano dai grandi centri.
Da qui la richiesta, condivisa dagli amministratori presenti, di una revisione profonda dell’attuale sistema di classificazione. I sindaci chiedono parametri multidimensionali, capaci di considerare non soltanto altitudine e pendenza, ma anche accessibilità ai servizi, condizioni demografiche, infrastrutture, fragilità economiche e sociali.
Alla conferenza sono intervenuti anche amministratori provenienti da diversi territori italiani, tra cui Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, Angela Testone, sindaca di Dorgali, Ettore Poti, sindaco di Controne, e Simone Barbanera, sindaco di Fabro. Le conclusioni sono state affidate alla vicepresidente vicaria di ALI e sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra, e alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to