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Umbria, presentato il progetto Dama per l’accesso alle cure delle persone con disabilità

22/04/2026

Umbria, presentato il progetto Dama per l’accesso alle cure delle persone con disabilità

La Regione Umbria ha presentato a Perugia il progetto Dama, acronimo di Disabled Advanced Medical Assistance, un modello regionale pensato per rendere più accessibili i percorsi diagnostico-terapeutici alle persone con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali. L’iniziativa è stata illustrata nel Palazzo della Provincia alla presenza dei direttori delle aziende ospedaliere e sanitarie, dei rappresentanti delle associazioni e dei professionisti coinvolti nell’organizzazione dei nuovi percorsi di presa in carico. 

Un percorso personalizzato per abbattere le barriere nell’accesso alle cure

Il progetto nasce dalla necessità di superare ostacoli che spesso non dipendono dalla mancanza di strutture sanitarie, ma dall’assenza di percorsi costruiti sulle esigenze specifiche delle persone più fragili. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha collocato il Dama all’interno della strategia “Umbria per tutti”, il piano d’azione regionale dedicato ai diritti e all’inclusione. Nella visione illustrata durante la presentazione, il modello punta a trasformare l’accesso alle cure in un’esperienza meno traumatica e più aderente ai bisogni reali della persona, mettendo in relazione il percorso sanitario con il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. 

La logica è quella di una presa in carico definita quasi su misura, con una forte attenzione all’individuo e alle sue condizioni specifiche. Il progetto, infatti, non si limita a garantire l’erogazione della prestazione sanitaria, ma prova a ripensare tempi, modalità e organizzazione delle cure, adattandole a chi rischia più facilmente di restare escluso da percorsi standardizzati. In questo quadro, la salute viene trattata come parte di un contesto più ampio, che tiene insieme aspetti clinici, relazionali e assistenziali. 

Il modello ospedaliero gratuito e il principio “all in one time”

La direttrice regionale Salute e welfare Daniela Donetti ha spiegato che il Dama è un modello ospedaliero gratuito destinato alla presa in carico di persone con disabilità grave, intellettiva, comunicativa o neuromotoria. Non viene presentato come un servizio separato, ma come una diversa organizzazione delle cure già esistenti, resa più flessibile e personalizzata. L’obiettivo è ridurre le barriere di accesso grazie a percorsi su misura in day hospital, ambulatorio e nei contesti di emergenza-urgenza.

Tra gli elementi centrali del progetto c’è il paradigma “All in one time”, che punta a concentrare in un unico accesso esami, valutazioni e visite necessarie. In questo modo si riduce il numero degli spostamenti, si limita lo stress per il paziente e per chi lo assiste e si costruisce un rapporto più efficace tra persona, famiglia e sistema sanitario. La Regione sottolinea che in Umbria l’incidenza delle persone con disabilità è pari all’8,7%, superiore alla media nazionale del 5%, elemento che rafforza la necessità di una risposta integrata e multidisciplinare. 

Linee guida regionali, lavoro di équipe e raccordo con il territorio

Per rendere omogenea la metodologia di presa in carico su tutto il territorio, la Regione ha predisposto specifiche linee di indirizzo, con l’obiettivo di uniformare le esperienze già avviate e completare il quadro normativo definito dalla delibera 558 del 2025. Il modello diffuso proposto dal Dama prevede un’accoglienza calibrata sulle esigenze del paziente, con la possibilità di coordinare più specialisti nello stesso accesso oppure di ricorrere, quando necessario, anche a sedazioni per esami non invasivi. 

Il riferimento normativo richiamato durante la presentazione è il decreto legislativo 62 del 2024, che supera una visione limitata alla sola assistenza medica per collegare la salute al progetto di vita della persona. In questo impianto assume un ruolo decisivo il lavoro multidisciplinare, supportato dalla figura del case manager, e il raccordo stabile tra ospedale e territorio, con il coinvolgimento di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, case di comunità, centrali operative territoriali, terzo settore e associazioni. La Regione insiste anche sulla necessità di investire nella formazione del personale, nella comunicazione e in strumenti capaci di misurare l’efficacia concreta dei percorsi. 

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.