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Panicale, sul Monte Petrarvella prende forma il Parco archeologico

03/06/2026

Panicale, sul Monte Petrarvella prende forma il Parco archeologico
Foto di: Wolfgang Sauber, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Sul Monte Petrarvella potrebbe nascere un Parco archeologico capace di riscrivere una parte della storia di Panicale. La prospettiva si apre dopo la conclusione della terza campagna di scavi, terminata a fine maggio, che ha riportato alla luce un insediamento medievale e un’estesa necropoli con sepolture anche intatte. Le indagini, avviate nel 2024, sono dirette scientificamente dal professor Andrea Polcaro, del Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, con il sostegno del Comune di Panicale.

La terza campagna di scavi e le sepolture medievali

La missione archeologica, partita nella sua terza fase a metà maggio, ha identificato almeno quattro sepolture definite anomale, databili tra il XII e il XIV secolo grazie ai materiali ceramici rinvenuti. Le tombe sono scavate nella roccia e risultano collegate a un edificio antico, individuato finora solo nelle fondazioni, che doveva trovarsi sulla cima più alta del monte.

Alcuni elementi emersi dagli scavi sono particolarmente rilevanti. Due sepolture, disposte in tombe a fossa ovoidale e orientate est-ovest, sarebbero state riaperte poco dopo l’inumazione: la parte inferiore dei corpi è rimasta nelle tombe, mentre quella superiore è stata distaccata. In una delle tombe è stata rinvenuta, sui piedi dell’inumato, una calotta cranica apparentemente tagliata a metà.

Gli archeologi hanno inoltre trovato la parte superiore di un corpo umano, priva della testa, collocata come sepoltura secondaria sotto il pavimento della struttura medievale individuata accanto alla necropoli. Un’altra fossa, di forma circolare, conteneva un cranio adulto, poche ossa lunghe e quattro piccoli crani disposti a semicerchio, compatibili per dimensioni con infanti o sub-adulti morti in età molto giovane.

Ipotesi su un antico insediamento di Panicale

I ritrovamenti fanno pensare a condizioni particolari degli inumati in vita o a un evento traumatico legato alla loro morte. Le rovine dell’edificio medievale, contemporanee ad almeno parte delle sepolture, potrebbero appartenere ai resti di un antico insediamento sulla cima del Monte Petrarvella.

Le fonti filologiche aprono una pista di grande interesse. Diversi toponimi documentati potrebbero infatti riferirsi proprio all’insediamento emerso dagli scavi: tra questi il “castrum di Petra Albella”, datato all’XI secolo, e i successivi nomi di Castel Vecchio o Panicale Vecchio, indicati nelle fonti del XV e XVI secolo come luoghi già abbandonati e in rovina.

Se queste ipotesi saranno confermate dagli studi successivi, il Monte Petrarvella potrebbe restituire informazioni decisive sulle origini del territorio e sui primi nuclei insediativi collegati a Panicale. Non si tratterebbe solo di valorizzare un sito archeologico, ma di rimettere al centro un luogo capace di raccontare le radici medievali della comunità.

Studenti, Soprintendenza e valorizzazione del sito

La missione opera su concessione del Ministero della Cultura rilasciata al Comune di Panicale, sotto il controllo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria. La Soprintendenza collabora anche con l’amministrazione comunale e con l’Università di Perugia alle attività di valorizzazione e comunicazione, come il recente open day organizzato per presentare le scoperte.

Alle campagne di scavo hanno partecipato numerose studentesse e studenti dei corsi di laurea in Beni culturali, Archeologia e Storia dell’Arte, anche nell’ambito del laboratorio didattico Dedalo. Il cantiere archeologico è diventato così anche un luogo di formazione sul campo, dove ricerca scientifica, didattica universitaria e tutela del patrimonio si intrecciano.

L’open day promosso dal Comune ha avuto l’obiettivo di accendere l’attenzione sulle scoperte e coinvolgere istituzioni, associazioni e territorio in un percorso di valorizzazione. La prospettiva del Parco archeologico nasce proprio da questa esigenza: proteggere il sito, renderlo comprensibile e inserirlo in un contesto paesaggistico già frequentato da camminatori e appassionati di itinerari naturalistici.

Cherubini e Sepiacci: qui le radici di Panicale

Il sindaco Giulio Cherubini e l’assessora alla Cultura Elena Sepiacci hanno sottolineato il valore identitario delle scoperte. Secondo gli amministratori, i ritrovamenti indicano che in questo luogo potrebbero trovarsi i primi insediamenti di Panicale e, con essi, le radici più antiche della comunità.

Per il Comune, quanto riferito dai ricercatori potrebbe aprire la strada a una nuova lettura della storia locale e a un progetto di Parco archeologico integrato nel paesaggio del Monte Petrarvella. L’area, per caratteristiche storiche e ambientali, potrebbe diventare un punto di riferimento per ricerca, turismo culturale, didattica e percorsi all’aperto.

La conclusione della terza campagna di scavi non chiude quindi il lavoro, ma apre una fase nuova. Serviranno ulteriori studi, verifiche e progettazione, ma il quadro emerso finora indica un sito di notevole interesse. Panicale guarda al Monte Petrarvella come a un luogo dove memoria, archeologia e paesaggio possono trasformarsi in un progetto stabile di conoscenza e valorizzazione.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.