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Umbria, Melasecche attacca sui ritardi della tratta FCU

20/05/2026

Umbria, Melasecche attacca sui ritardi della tratta FCU

Il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, annuncia un’interrogazione sui ritardi nella firma della convenzione con RFI necessaria ad avviare il cantiere sulla tratta ferroviaria Città di Castello-Sansepolcro. Al centro della denuncia politica ci sono i 55 milioni di euro destinati all’intervento, oltre ai 10 milioni per la progettazione della stazione Medio Etruria, risorse ottenute dal CIPESS nell’ambito del pacchetto per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

La convenzione con RFI e il cantiere fermo

Secondo Melasecche, la pratica sarebbe bloccata da mesi e non avrebbe ancora portato alla firma indispensabile per consentire l’avvio operativo dei lavori. Il consigliere regionale sostiene che da luglio 2025 RFI stia sollecitando l’assessore regionale Francesco De Rebotti affinché prenda in mano il dossier della Ferrovia Centrale Umbra e permetta il passaggio alla fase esecutiva.

La mancata firma, nella ricostruzione del capogruppo leghista, impedirebbe alla Salcef, l’impresa romana specializzata in lavori ferroviari che si è aggiudicata l’appalto, di trasferire uomini e mezzi da Terni a Città di Castello. Melasecche avverte che il protrarsi dell’incertezza potrebbe spingere aziende con costi fissi elevati e importanti investimenti in macchinari e personale a indirizzare le proprie attività verso altri cantieri.

Il nodo riguarda anche il cronoprogramma dell’opera. L’obiettivo iniziale, ricorda l’esponente della Lega, prevedeva entro il 2027 il completamento dell’intera dorsale umbra, con l’inaugurazione del servizio tramite Minuetto elettrici. Una prospettiva che, secondo l’opposizione, si starebbe progressivamente allontanando.

Critiche alla Giunta su infrastrutture e trasporti

Melasecche usa il caso della tratta Città di Castello-Sansepolcro per attaccare più in generale l’impostazione della nuova amministrazione regionale in materia di infrastrutture e trasporti. A suo giudizio, il cambio di metodo rispetto alla precedente legislatura avrebbe prodotto incertezza, rallentamenti e una mancanza di direzione strategica.

Nel mirino del capogruppo finiscono diversi dossier: il Nodo di Perugia, la Medio Etruria, la stazione aeroporto a Collestrada, la Orte-Falconara, la piastra logistica di Città di Castello e quella di Terni-Narni. Per Melasecche, la Giunta starebbe rimettendo in discussione obiettivi già individuati in passato, senza definire tempi e priorità operative.

Particolarmente dura la critica sulla piastra logistica di Città di Castello, che il consigliere afferma di aver portato a conclusione nella fase di assegnazione in gara a un operatore locale. Secondo l’ex assessore, lo stop agli investimenti privati penalizzerebbe un bene di proprietà regionale e, soprattutto, la competitività del sistema industriale dell’Alta Valle del Tevere.

Medio Etruria, Orte-Falconara e logistica

Nella sua nota, Melasecche contesta anche la gestione della partita della Medio Etruria, accusando la Regione di subire le scelte della Toscana anziché aprire un confronto più solido sul ruolo dell’Umbria. Il capogruppo della Lega critica inoltre la mancanza di avanzamenti sulla Orte-Falconara e sulla logistica regionale, mentre altri territori procederebbero con i propri centri intermodali.

Il consigliere sostiene che aggiungere troppi obiettivi all’accordo di programma, senza tenere conto dei tempi lenti della pubblica amministrazione, rischi di produrre annunci ma pochi risultati concreti. A suo giudizio, la Regione dovrebbe concentrarsi sulle opere già finanziate e cantierabili, evitando di disperdere attenzione e risorse su fronti non ancora maturi.

Melasecche rivendica il lavoro svolto durante la precedente legislatura e accusa l’attuale maggioranza di non avere un filo conduttore sulle infrastrutture. La sua interrogazione punta quindi a ottenere chiarimenti sui tempi della convenzione con RFI, sulle responsabilità del ritardo e sulle azioni che la Giunta intende assumere per non compromettere il finanziamento e l’avvio del cantiere.

La vicenda della tratta FCU Città di Castello-Sansepolcro diventa così un nuovo terreno di scontro politico in Consiglio regionale, con l’opposizione che chiede tempi certi e la riattivazione di un percorso considerato decisivo per i collegamenti ferroviari dell’Alta Valle del Tevere.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to