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Umbria, Rapporto AUR 2026: occupazione a 377.800 unità

27/05/2026

Umbria, Rapporto AUR 2026: occupazione a 377.800 unità

L’Umbria cresce, ma resta alle prese con nodi strutturali che riguardano produttività, salari, qualità del lavoro e tenuta dei territori interni. È il quadro emerso questa mattina a Perugia, a Palazzo Donini, durante la presentazione del Rapporto economico sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche, intitolato “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”. Il documento fotografa una regione attraversata da cambiamenti profondi, con fragilità ancora aperte ma anche segnali di ripartenza sul fronte dell’economia, dell’occupazione e del turismo.

Occupazione in crescita e divari ancora aperti

Secondo il Rapporto AUR, l’economia regionale continua a risentire del divario accumulato rispetto alla media nazionale, ma negli esercizi più recenti ha ripreso a crescere con ritmi vicini all’1 per cento annuo. Un andamento che indica una capacità di reazione del sistema umbro, pur dentro un quadro che richiede interventi mirati per trasformare investimenti, competenze e capitale umano in sviluppo stabile.

Tra i dati più rilevanti figura l’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un incremento dell’1,3 per cento su base annua. Il Rapporto segnala anche un rafforzamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro, elemento considerato positivo in una regione che deve comunque fare i conti con persistenti differenze di genere, criticità retributive, contratti meno stabili e fenomeni di sovraistruzione.

La questione del lavoro resta quindi centrale. Il documento richiama la necessità di collegare in modo più stretto formazione, innovazione e domanda qualificata delle imprese, per evitare che competenze presenti sul territorio non trovino adeguata valorizzazione nel sistema produttivo regionale.

Proietti: “Aree interne fattori di sviluppo”

Alla presentazione sono intervenuti la presidente della Regione Stefania Proietti, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il vicepresidente della Giunta regionale Tommaso Bori, l’amministratore unico di AUR Marco Damiani e rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale umbro.

Proietti ha posto l’accento sulla necessità di una regione capace di muoversi in modo unitario, senza separare centri e periferie. La presidente ha richiamato l’idea di un’Umbria multicentrica, nella quale le aree interne non siano considerate margini, ma possano diventare elementi principali di sviluppo. Un passaggio che lega la lettura dei dati economici alla pianificazione territoriale e alla coesione sociale.

Nel suo intervento, la presidente ha ricordato anche il risultato del turismo: nel 2025 l’Umbria ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati nella regione. Un dato definito rilevante, ma non sufficiente da solo a sostenere l’intera economia umbra, che secondo Proietti deve puntare anche su manifattura, industria, innovazione, qualità del lavoro, welfare, sociale e sanità. Tra i possibili fattori di rilancio è stato citato anche il ruolo della ZES, insieme a semplificazione e riforme.

Ricerca e programmazione pubblica

Sarah Bistocchi ha sottolineato il valore della ricerca come strumento per orientare le decisioni pubbliche. La presidente dell’Assemblea legislativa ha richiamato la necessità di conoscere il punto di partenza della regione, oltre agli obiettivi da raggiungere, per costruire una società umbra più equa, inclusiva e capace di non lasciare indietro le fasce più fragili.

L’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce per fornire strumenti di conoscenza preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica. Per la Provincia di Perugia era presente il vicepresidente Riccardo Vescovi, che ha accolto con favore il dato sui redditi familiari superiori alla media nazionale, indicandolo come segnale di benessere e capacità di resistenza del territorio.

Il Rapporto consegna quindi alle istituzioni umbre una base di analisi articolata: crescita moderata, turismo ai massimi, occupazione in aumento, ma anche salari, produttività, demografia e qualità del lavoro come terreni decisivi sui quali misurare le prossime politiche regionali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.