Alzheimer, a Città della Pieve il libro sulla dignità degli anziani
26/05/2026
La dignità delle persone anziane e la necessità di ripensare i modelli di assistenza sono stati al centro dell’incontro che si è svolto a Città della Pieve per la presentazione del libro “Dietro il sipario dell’Alzheimer. Un coro di voci”, curato da Francesca Ragni. All’appuntamento è intervenuto anche il vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, che ha richiamato l’attenzione sul valore dell’anzianità come fase della vita da riconoscere con pari dignità rispetto alle altre.
Vescovi: “Il modello delle case di riposo va ripensato”
Nel suo intervento, Vescovi ha sottolineato che gli istituti per anziani restano necessari e spesso indispensabili, perché l’assistenza a una persona fragile può essere complessa e, in alcuni casi, non gestibile dalle famiglie senza un supporto strutturato. Il punto, ha spiegato, non è mettere in discussione il lavoro degli operatori sanitari e socioassistenziali, definito prezioso, delicato e svolto con professionalità e umanità.
Secondo il vicepresidente della Provincia, è però il modello complessivo delle case di riposo a richiedere un aggiornamento. Le strutture residenziali, in molti casi, possono creare distanza dalla famiglia e dalla società. Inoltre, in ambienti fortemente omogenei per età e condizioni di fragilità, può ridursi progressivamente la quantità degli stimoli relazionali e sociali, con possibili conseguenze sul benessere psicofisico delle persone anziane.
Da questa riflessione nasce la proposta di sperimentare anche in Umbria un modello intergenerazionale, sul quale Vescovi sta lavorando come consigliere comunale e vicepresidente della Provincia.
La proposta del modello intergenerazionale
Il modello indicato prevede la presenza di un asilo all’interno, o in stretta connessione, con strutture residenziali per anziani. Il contatto quotidiano tra bambini e persone anziane, secondo le esperienze già osservate, può produrre benefici sul piano emotivo, cognitivo e relazionale.
Vescovi ha ricordato che in Italia un’esperienza strutturata di questo tipo esiste a Piacenza da circa quindici anni. L’auspicio è che un percorso analogo possa essere avviato anche nel territorio umbro, offrendo un’alternativa capace di rafforzare i legami tra generazioni e di ridurre l’isolamento delle persone ospitate nelle strutture.
La proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulla cura dell’anziano, sulla qualità della vita nelle residenze e sul ruolo delle comunità locali. L’obiettivo è superare una visione soltanto assistenziale, costruendo spazi in cui la fragilità possa convivere con relazioni, stimoli e presenza sociale.
Il libro e il racconto dell’Alzheimer oltre la clinica
La presentazione di “Dietro il sipario dell’Alzheimer. Un coro di voci” ha portato a Città della Pieve un progetto già ospitato in sedi nazionali di rilievo, tra cui la Camera dei Deputati e la Società Dante Alighieri. Il volume propone una riflessione che supera il piano strettamente clinico e affronta temi come fragilità, empatia, dignità umana e valore della persona anche nella malattia.
Il testo nasce dal racconto di un laboratorio di arteterapia e raccoglie il contributo di oltre trenta specialisti multidisciplinari. Il messaggio che emerge è che, anche davanti al deterioramento cerebrale provocato dall’Alzheimer, permane nella persona uno spirito vitale e un valore morale che richiedono rispetto, ascolto e attenzione.
All’incontro hanno preso parte il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini, il cardinale Gualtiero Bassetti, il direttore della Caritas don Marco Briziarelli, la consigliera comunale di Perugia Laura Tanci, il direttore generale Afas Raimondo Cerquiglini, Luca Verdolini per la cooperativa sociale Frontiera Lavoro e rappresentanti del Cesvol.
Sono arrivati anche contributi video e messaggi da fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, da monsignor Vincenzo Paglia della Pontificia Accademia per la Vita, dall’eurodeputato Marco Tarquinio, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dall’assessora alle Politiche sociali di Roma Capitale Barbara Funari. La giornata ha così unito testimonianza, riflessione sociale e proposta politica, mettendo al centro il diritto delle persone anziane a restare parte viva della comunità.
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